Dalmazia - Spalato

La gemma di un impero

Nel lontano 305 dopo Cristo, l’imperatore romano Diocleziano, l’uomo più potente del mondo di allora, dovendo scegliere dove

trascorrere il resto della propria vita, tra tutti i luoghi del pianeta allora conosciuto, decise di far costruire la propria reggia nel

cuore della Dalmazia, ponendo così le basi della futura città di Spalato (Split).

 

Seguite le orme di Diocleziano: esplorate ogni angolo della sua reggia e di questa fantastica regione, ricca d’isole e di beni

naturali d’incomparabile bellezza, tra cui spiccano il monte Biokovo e la spiaggia di Zlatni rat (Corno d’oro) sull’isola di Brač

(Brazza). Ah, quasi dimenticavamo: l’offerta culturale della Dalmazia spalatina sarà capace di sorprendervi, superando ogni

vostra più rosea aspettativa. 

UN VIAGGIO A RITROSO NEL TEMPO

Dove andare

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Biokovo

Quest’imponente montagna è, di fatto, il vero gioiello naturale della costa della Dalmazia centrale, ed anche il suo unico parco naturale.

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Il fiume Cetina

Le acque del fiume Cetina scorrono ai piedi della Dinara, il massiccio montuoso con le vette più alte della Croazia, unendo con i suoi 105 chilometri le cittadine di Vrlika (Verlicca), Sinj (Signo), Trilj (Treglia) e Omiš (Almissa).

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Il nucleo storico di Trogir

Il centro storico della città è ben protetto da una cinta muraria, un castello ben conservato, una torre e vari edifici e palazzi d’epoca romana, gotica e barocca.

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il Palazzo di Diocleziano e la Spalato medievale

I primi edifici urbani di questo territorio risalgono al tempo della Roma antica, come testimoniato dal Palazzo di Diocleziano (annoverato tra i beni dell’umanità sotto l’egida dell’UNESCO).

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Il santuario della Madonna di Sinj

Quello di Sinj (Signo) è uno dei santuari mariani più importanti della Croazia. In esso è custodita l’effige miracolosa della Madonna di Sinj, il cui capo è cinto da una corona d’oro.

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La piana Starigradsko polje

Lo Starigradsko polje (Piana di Stari grad) è un’area protetta annoverata tra i beni dell’umanità sotto l’egida dell’UNESCO. L’opera di lottizzazione operata dai colonizzatori greci (la più antica del Mediterraneo) è tuttora visibile e vanta un invidiabile stato di conservazione.